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Tratto da Art Weekly - 29 Novembre 2010


A partire da questo numero abbiamo deciso di interrogare alcuni tra i maggiori operatori nazionali ed internazionali del mercato artistico al fine di lasciare a loro lo spazio per una riflessione sulle tendenze attuali, sulle prospettive future e sulle evoluzioni auspicabili in questo segmento.

Questa settimana abbiamo dato parola a Dott. Vittorio di Capua, Presidente del Comitato di Indirizzo della partnership Ce.St.Art. - Centro Studi economici e giuridici sull’Arte/ Areaa Research MPS - Banca Monte dei Paschi di Siena, che, in particolar modo riferendosi alla situazione italiana, si esprime in tali termini:
“Io credo che ci sia la stanchezza psicologica di un Paese in cui mancano le premesse fondamentali per il senso di responsabilità collettiva e il senso di uno stato democratico al servizio dei cittadini. Ho dato la mia adesione al comitato in quanto grandissimo innamorato di arte antica, che è stata una connotazione emotiva, unico, autentico diversivo ad una durissima vita di lavoro. L’arte è stata il grande sogno della mia vita, perché noi siamo nati in un Paese dalla storia meravigliosa ove genio artistico e creatività hanno lasciato un segno indelebile. Tutto ciò premesso, sono sconcertato che un Paese con tale cultura non sia sfuggito allo strapotere politico, lontano milioni di anni luce dalle elementari e moderne forme di tutela di un patrimonio artistico e che elaborò nel secolo scorso il blocco delle belle arti, paralizzandone il mercato. Lo Stato non ha disponibilità finanziarie, dice sempre di no, ma, quel che è peggio, ha consolidato la notifica che blocca in eterno il bene d’arte, i valori, gli interscambi, le cessioni. L’Arte in Italia soffre la profonda esigenza di libero scambio, per i collezionisti dovrebbero esserci sgravi fiscali, unica soluzione al business in nero, e i nostri musei non dovrebbero essere lasciati nel declino nel quale stanno sprofondando, per evitare che un degrado spaventoso s’impadronisca di tradizione e cultura millenaria. L’obiettivo della mia Presidenza al comitato è quello di dare una scossa a questi conglomerati burocratici. Sogno un esercito di collezionisti che costituisca una voce rappresentativa per forzare leggi repressive. Siamo alla vigilia di una possibile rivolta culturale di cui i giovani hanno bisogno. Le prospettive del mercato dell’arte italiano sono grandiose, come grandiosi sono i patrimoni artistici italiani. Il vero problema è che sono gestiti da organismi inadeguati. La mia è una posizione molto critica, ma credo sia urgente diffondere associazionismo e ottenere il consenso di tutti gli amatori d’arte."
 

Vittorio di Capua, Presidente del comitato IULM-MPS

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